Israele bombarda le strutture di gas iraniane, torna la risk adversion. Fed prudente ma attenta.

Due giorni di sollievo, lunedì e ieri,  sui mercati,  con l’S&P 500 in progresso di un cumulativo 1,25% e l’Eurostoxx 50 di quasi un 2%. Anche i rendimenti sono calati di una manciata di bps, mentre il  Dollaro ha ceduto uno 0.8%.
A favorire il  recupero  del  sentiment, una commistione di fattori.
1) la  situazione sullo stretto è sembrata migliorare, con indicazioni che magari le navi cinesi e indiane avrebbero potuto transitare. Cina e india rappresentano come destinazione oltre il  50% del traffico dello  stretto,  con il resto dell’Asia che conta per un altro 30%. Questo più che dimezzerebbe l’effetto del blocco, che taglia all’incirca il 20% del petrolio mondiale.
2) da Washington sono continuati ad arrivare segnali che Trump vorrebbe trovare un exit strategy da questa operazione Epic Fury che lo  sta  danneggiando molto  come consensi. Hassett ha dichiarato a CNBC che la  tempistica dell’operazione è  sempre 4-6  settimane.
3) La IEA ha dichiarato che al bisogno si possono rilasciare altre porzioni di riserve strategiche.
4) il’Iraq ha dichiarato che può utilizzare l’oleodotto che attraversa la  Turchia per riprendere a esportare il  suo  petrolio.
5) Eventualmente anche la notizia dell’uccisione del numero 2 del regime Larijani può aver dato l’impressione che l’Iran fosse più vulnerabile e vicino ad una capitolazione.

Fatto sta che la volatilità sul petrolio si è un po’ attenuata e abbiamo assistito a questo sollievo che è durato anche nella seduta asiatica odierna, con tutti i principali indici a mostrare progressi. Molto  forte Tokyo (+2.9%) che ha chiuso nella fase più debole  dell’oil, prima che cominciasse a rimbalzare. Fortissima Seul, +5% che si è avvantaggiata, oltre che del rimbalzo delle memorie (Hynix +7%) della mossa da parte delle autorità di  limitare la possibilità per le società quotate di quotare le controllate, ponendo fine a una pratica a lungo criticata per la sua tendenza a diluire il valore per gli azionisti.
**Korea Stocks Extend Gains After Move to Ban Double Listings
I semiconduttori hanno sostenuto anche Taiwan ovviamente e anche Jakarta ha mostrato un progresso superiore all’1%, mentre i guadagni del China Complex, Vietnam,  Australia e India sono stati moderati o marginali.
Sul  fronte macro un solo report sostanziale: il trade balance giapponese di febbraio ha sorpreso in positivo, grazie a una crescita dell’import inferiore alle  attese e una crescita dell’export oltre  il doppio delle  attese.

La seduta europea è  partita con un sentiment ancora positivo, i mercati europei rapidi a mettere su un punto percentuale circa di progressi. Coerentemente i rendimenti sono calati ancora qualcosa e l’€ +è  rimasto in range. Oggi non erano previsti dati particolari in Eurozona e l’attenzione è  rimasta sul Medio Oriente.
In tarda mattinata il  sentiment però ha cominciato ad  afflosciarsi,  E’ giunta notizia che le  installazioni di estrazione di gas  iraniane di South Pars sono state attaccate da  Israele. Queste news hanno subito dato la  carica al  gas europeo. Anche perchè di li a poco l’Iran ha ammonito l’Arabia,  il Qatar e e gli  Emirati di evacuare degli stabilimenti,  perchè  sarebbe arrivata una rappresaglia. Così il mercato ha mangiato  la  foglia che la  situazione aveva ripreso a  deteriorarsi,  WTI,  Brent e Gas hanno ricominciato a salire forte e la  risk  adversion è  tornata a farsi sentire.
*IRAN SAYS PART OF SOUTH PARS GAS FIELD WAS ATTACKED: STATE TV
*ISRAEL SAID TO CARRY OUT SOUTH PARS GAS FIELD AIRSTRIKE
*QATAR: ISRAEL TARGETING SOUTH PARS FIELD ‘IRRESPONSIBLE STEP’
**Iran warns civilians near Gulf oil facilities to evacuate immediately, names Saudi, Qatari and UAE targets

Nel pomeriggio in US era prevista la pubblicazione dei prezzi alla produzione USA di febbraio, un report che l’impennata del petrolio rendeva già un po’ old news. Peccato che però i numeri siano usciti parecchio sopra attese, a indicare eventualmente delle pressioni inflazionistiche preesistenti al rialzo del  costo dell’energia.

Al  di la dei rialzi di food  e energy, anche il  dato  core è salito più delle  attese, a causa di aumenti dei margini, del prezzo di beeni intermedi, e delle materie prime non energy e non food. Se non altro, le componenti che entrano nel PCE deflator sono invece usciti sotto attese.  In generale comunque non un buon segnale,  entrando in un periodo in cui gli effetti inflattivi da energy saranno, comunque vada d’ora in avanti, rilevanti.
Quest’ombra di inflazione si è  innestata su un mercato già agitato dalle news in arrivo dal  Medio oriente, e così Wall Street ha aperto in ribasso, e accumulato  un discreto passivo, zavorrata da Consumer Staples, Health Care, Materials, Real Estate e Consumer Discretionary, e con Industrials in positivo insieme ovviamente all’energy. Parimenti i rendimenti hanno preso a salire e il  Dollaro pure, mentre le  commodities diverse dall’energy hanno accelerato  al  ribasso,  metalli industriali ma anche preziosi. Forti vendite anche sulle  criptovalute.
In questo contesto,  con l’Iran che dopo l’attacco di Israele  cita apertamente la  possibilità  di colpire infrastrutture di oil e gas nell’area, e oil e gas  che riprendono a salire con forza,  le  piazze europee che erano già  passate in negativo a metà giornata, non potevano certo recuperare, e in effetti hanno chiuso con perdite tra i mezzo punto e il punto per gli indici core, e un po’ meglio Milano e Madrid, sostenute dalle banche, che hanno continuato a mostrare forza. I rendimenti chiudono la seduta in robusto rialzo (4 – 8 bps a seconda di emittente e scadenza) e l’€ che è  ritornato vicino a 1.15 vs $.

E veniamo al FOMC. Alle 7.00 italiane (un ora prima per l’ora legale in US). I tassi sono stati lasciati invariati, con l’ovvio dissenso di Miran, uomo di Trump che vorrebbe tagliare in qualsiasi situazione. Nello Statement è stata aggiunta una notazione sul fatto che le implicazioni della situazione  in medio oriente sono incerte,  ed  è stato modificato il  giudizio sul  mercato del lavoro con la  disoccupazione che è “cambiata poco” mentre a Gennaio si diceva che aveva “dato segnali di stabilizzazione”.
*FED HOLDS BENCHMARK RATE IN 3.5%-3.75% RANGE IN 11-1 VOTE
*FED SAYS GOVERNOR STEPHEN MIRAN DISSENTS IN FAVOR OF RATE CUT
*FED MAINTAINS PROJECTIONS FOR ONE RATE CUT IN 2026, ONE IN 2027
*FED SAYS IMPLICATIONS OF MIDDLE EAST DEVELOPMENTS ARE UNCERTAIN
*FED REPEATS ECONOMIC ACTIVITY HAS BEEN EXPANDING AT SOLID PACE
*FED: JOB GAINS HAVE REMAINED LOW, UNEMPLOYMENT LITTLE CHANGED
*FED REPEATS INFLATION REMAINS SOMEWHAT ELEVATED
Anche le  projections hanno visto modifiche modeste. La  traiettoria del GDP è  stata   spostata  al  rialzo in particolare nel 2027, la  disoccupazione è  stata alzata per  l’anno prossimo, e l’inflazione ha visto  una discreta  revisione al rialzo per quest’anno e una di un decimale  per l’anno prossimo sia  su headline che su core. Ma la Dot Plot è uscita poco variata, con solo i, tassi di lungo periodo che passano da 3% a 3.125%, anche se il  punto di qualche membro si è spostato in direzione di meno tagli.

La conference ha visto un Powell prudente nel giudicare gli effetti del balzo del petrolio, ma il  Presidente ha chiarito che la risposta della Fed dipende dal movimento delle aspettative di inflazione. La domanda sulla possibilità di guardare oltre il rialzo dei prezzi dell’energia senza reagirvi non può essere presa alla leggera. L’economia sta  andando bene, ma il mercato del lavoro è un po’ a rischio downside, e comunque il rialzo dell’oil si vedrà  anche nella core inflation. Al momento sembra servire una stance leggermente restrittiva. Si è parlato di rialzare nel  FOMC ma la  stragrande maggioranza dei membri non ritiene che sarà necessario.
Il mercato azionario USA si è indebolito nel corso della conference Fed, accumulando un bel  passivo. Eventualmente il tono leggermente hawkish di Powell e il chiarimento che non si può guardare a cuor leggero ad un aumento dei costi energetici può aver deluso chi pensava che Powell avrebbe definito rapidamente “transitorio” il rialzo. Ma forse il  tono del mercato era già debole, attendeva solo l’assenza di una novità dovish da parte del Presidente Fed che non c’è stata,  per andare dove voleva con più decisione. Vedremo dove sarà la chiusura.
Domani poi avremo le opinioni su questa situazione da parte di Ueda della Bank of Japan, Lagarde dell’ECB, e di bailey della bank of England.

*POWELL: TOO SOON TO KNOW FULL ECONOMIC EFFECTS FROM MIDDLE EAST
*POWELL: SERIES OF SHOCKS HAVE INTERRUPTED INFLATION PROGRESS
*POWELL: MAIN THING WE’RE LOOKING FOR IS LOWER GOODS INFLATION
*POWELL: RESPONSE TO ENERGY DEPENDS ON INFLATION EXPECTATIONS
*POWELL: CAN’T TAKE QUESTION OF LOOKING THROUGH ENERGY LIGHTLY
*POWELL: IF WE DON’T SEE INFLATION PROGRESS, WON’T SEE RATE CUT
*POWELL: SOME OF OIL SHOCK WILL SHOW UP IN CORE INFLATION
*POWELL: SLOW PROGRESS ON TARIFFS IMPACTED INFLATION FORECASTS
*POWELL: GROWTH HAS BEEN SOLID, INFLATION OVERSHOOT MAINLY GOODS
*POWELL: RATES ARE AROUND BORDERLINE BETWEEN RESTRICTIVE AND NOT
*POWELL: THINK IT’S IMPORTANT TO KEEP RATES MILDLY RESTRICTIVE
*POWELL: WOULDN’T SAY ONE MANDATE RISK IS BIGGER THAN THE OTHER
*POWELL: WOULD SERVE AS CHAIR PRO-TEM UNTIL SUCCESSOR CONFIRMED
*POWELL: NO INTENTION TO LEAVE FED UNTIL DOJ INVESTIGATION OVER
*POWELL: HAVEN’T MADE DECISION YET ON HOW LONG I’LL STAY AT FED
*POWELL: A NUMBER OF JOBS INDICATORS SUGGEST DEGREE OF STABILITY
*POWELL: A GOOD NUMBER ARE CONCERNED ABOUT LOW JOB CREATION
*POWELL: LABOR MARKET DOES HAVE A FEEL OF DOWNSIDE RISK
*POWELL: THIS ENERGY SUPPLY SHOCK IS A ONE-TIME THING
*POWELL: POSSIBILITY THAT NEXT MOVE MIGHT BE HIKE DID COME UP
*POWELL: VAST MAJORITY DON’T SEE HIKE AS BASE CASE FOR NEXT MOVE
*POWELL: MAJORITY OF LONG-TERM INFLATION EXPECTATIONS ARE SOLID
*POWELL: STAGFLATION LIKE 1970S IS NOT THE CASE RIGHT NOW
*POWELL: DON’T HAVE FORECAST FOR OIL PRICES AFTER WAR ENDS
*POWELL: US ECONOMY HAS BEEN STRONG THROUGH BUNCH OF CHALLENGES
*POWELL: CAN’T GIVE ANSWER ON TRIGGERS FOR RATE HIKES
*POWELL: ENERGY SHOCK MAY OR MAY NOT MAKE BIG IMPRINT ON ECONOMY