Seduta interlocutoria all’inizio di una settimana piena di dati ed eventi.

Chiusura positiva per Wall Street venerdì  sera, con record storico per S&P 500 (+0.8%), e Nasdaq 100 (+1.95%), mentre le  Magnificent 7 (+2.04% ) e il  Russell 2000 small caps (+0.43)  hanno mancato di poco il loro. Il Philadelphia Semiconductors index (+4.32%) ha marcato la diciottesima seduta positiva consecutiva. Bank of America ha osservato che in base alla distanza dalla media mobile a 200 giorni, bisogna andare al 2000 per trovarlo più ipercomprato di così.

Certo,  quel  tipo di distanza fu toccata diverse  volte dalla  seconda parte del 1998 al giugno 2000,  e  il  picco fu molto più elevato. In ogni caso questo è  un movimento parabolico che approderà ad un consolidamento immagino nei prossimi giorni. Ma non dovremmo trovarci di fronte ad un top.
Allargando un po’ lo  sguardo Sentimentrader ha osservato che,  infine, il  settore tech USA ha marcato quello che tecnicamente si configura come un “breadth trust”. In altre parole l’advance decline ratio a 10 giorni ha superato 2.2 (per 10 giorni i titoli in salita sono stati oltre il  doppio di quelli in discesa) configurando un buy signal.  Questo perchè  il back test di questo segnale dal  2000 (48 osservazioni) mostra una  performance media nell’anno successivo molto buona,  con un win ratio elevato (nonostante abbia triggerato 2 volte nel triennio 2001-2003.

E anche l’S&P  500  a  fronte di questi segnali del  tech mostra performance medie buone ed elevati win ratio (oltre 10% e 88% di win ratio a un anno.

Nel week end abbiamo avuto un po’ di turbolenza nel  newsflow, con i negoziatori USA  che alla  fine non sono partiti, perche le   proposte iraniane non erano soddisfacenti, e però poi l’Iran che ne avrebbe mandata una nuova per riaprire lo stretto. Il  quadro resta  piuttosto confuso, anche perchè in Iran non è  chiaro se il  regime è coeso oppure vi sono fazioni in lotta tra loro.
In ogni caso, la  partenza della  seduta  asiatica ha avuto un tono positivo, con i future USA che si sono riportati in progresso e l’azionario asiatico a mostrare una prevalenza di performance positive. Bene Tokyo (+1.4%), Taiwan (+1.7%), Seul  (+2.1% e Mumbai (+0.8$%),  poco mosso il China Complex (marginalmente positive le “A” shares, marginalmente negative le “H” shares”),  moderate perdite per Sydney e Jakarta e un -0.9% per il  Vietnam. Inutile  dire che semis e tech sono stati ancora trainanti, come mostrano le performance delle  piazze più “tech”.
Sul fronte macro, gli industrial profits cinesi di marzo si sono mantenuti sui livelli solidi di febbraio.

Per quanto i primi 3 mesi dell’anno subiscano sempre le distorsioni del  capodanno cinese, e quindi vi sia una rilevante stagionalità nel dato, il  grafico  di  Goldman Sachs mostra che la  situazione non è male.

La seduta europea è partita con un tono incerto, sballotato dalle notizie contrastanti dall’Iran: si è  appreso che nella proposta è rinviata la questione del nucleare,  che dovrebbe essere imprescindibile per gli USA.  Poi che gli USA erano pronti a riprendere le trattative,  successivamente che stavano pensando di ricominciare a bombardare, e che l’Iran voleva  comunque come condizione il controllo militare dello  stretto  di Hormuz.
In ogni caso oggi non c’erano dati rilevanti in Eurozone e USA e  quindi il mercato è  rimasto in balia delle news geopolitiche e relativi effetti sul petrolio. Essendo il brent calato in tarda mattinata, l’azionario continentale ha accumulato discreti progressi, e rendimenti e spread sono rimasti resilienti. I dolori  sono iniziati nel primo pomeriggio,  quando il  petrolio ha ricominciato a  salire spinto dalle citate news sullo stretto e sulla  ripresa  degli attacchi, e  apparentemente Israele ha ricominciato ad attaccare  Hezbollah. Così l’azionario europeo ha cancellato  i rialzi, e Wall Street ha preso a oscillare poco  sotto la  parità, con i semiconduttori che infine hanno visto le  prime prese di beneficio.
Anche i rendimenti hanno preso la  via del  rialzo.
Le  chiusure europee riflettono questo stato di cose, con gli indici core europe  in modesto passivo,  dopo aver  mostrato discreti guadagni a metà giornata, e Milano e Madrid in pari, sostenute dalla resilienza di banche e utilities. Il  Tech è stato il settore peggiore, visto che in Europa il  poco che c’è è dominato dai semiconduttori,  oggi in consolidamento,  con le  varie ASML,  STM, ASM e AMD a mostrare discreti passivi. Coerentemente in salita i rendimenti, € stabile e tra le  commo0dity  a parte la forza dell’oil, correzione per i preziosi e qualche metallo industriale.
Dopo la  chiusura EU però Wall Street ha ripreso un po’ di forza, senza che personalmente abbia notato catalyst particolari (e in effetti l’oil è  sempre in rialzo di 2 o 3% a seconda dei momenti). Il  tema supportivo a Wall  Street continua ad essere l’earning season. Questa settimana riporta il  44% dell’S&P 500 in termini di capitalizzazione di mercato, con 5 delle Magnificent 7 (vedi agenda in fondo al pezzo), e quindi venerdì i ratio dovrebbero poter essere considerati quelli definitivi. Ma è un fatto che per  il momento, con 139 aziende su 500 che hanno  riportato, quasi un 28%, la sorpresa media indicata da Bloomberg sugli EPS è del 10% (quella sulle sales quasi del  2%).

E  questo su un consenso che collocava l’earning growth al  15% anno su anno. Infatti Bloomberg stima attualmente una earning growth del 25%. Forse sarà  impossibile che resti su questi livelli, ma è assai improbabile che scenderemo sotto il  20%,  a questo punto,  visto che la  crescita degli utili delle Mag 7 è molto  forte, tranne che per Tesla  che però ha già  riportato.

Venendo all’agenda della settimana, earnings a  parte i prossimi 4 giorni sono molto densi,  con 4 importanti meeting di banche centrali,

Martedì 28 aprile
Dati: US Conference Board consumer confidence index di aprile,  FHFA house price index (di febbraio), J

Banche centrali: meeting Bank of Japan, ECB bank lending survey

Risultati societari: Visa, Coca-Cola,  BP, UPS, Barclays,  General Motors

Aste: US 2-yr FRN ($30 mld), 7-yr Notes ($44 mld)


Mercoledì 29 aprile
Dati: US  durable goods orders di marzo, building permitshousing starts di marzo, advance goods trade balance di marzo,  Germany CPI flash di aprile

Banche centrali: FOMC

Risultati societari: Alphabet, Microsoft, Amazon, Meta,  TotalEnergies,  Banco Santander,  Qualcomm, UBS, Mercedes-Benz, Ford,  adidas


Giovedì 30 aprile
Dati: US Q1 GDP prima  stima, PCE di marzo,  initial jobless claims settimanali, China PMIs di aprile, stime di GDP del primo trimestre in Francia, Italia, Germania, e CPI flash di aprile  in Italia, Francia ed EU

Banche centrali: meeting ECB e Bank of England

Risultati societari: Apple, Samsung Electronics,  Mastercard, Caterpillar,  Sandisk,  BBVA,  BNP Paribas,  Societe Generale, Credit Agricole, Volkswagen,  Stellantis,


Venerdì 1 maggio
Dati: US ISM manufacturing index di aprile,

Banche centrali: intervento di Pill della Bank of England

Risultati societari: Exxon Mobil, Chevron