
Una buona seduta ieri a Wall Street al rientro dal week end lungo, con l’S&P 500 in progresso dello 0.71% e il Nasdaq 100 +1.26% trainato da un rimbalzo di semiconduttori ( Sox + 2.17%) e memorie. In realtà al di fuori del tech le cose non sono andate così bene con ben 6 settori su 11 in calo (Materials, Energy, Real Estate, Consumer Staples, Utilities e Health Care) e 280 titoli in negativo su 503. Non a caso l’S&P 500 equal weight è rimasto invariato, a certificare una correzione della recente rotazione settoriale fuori da semis e chip. Se non altro, tra i settori che hanno performanto, oltre al tech, vi sono alcuni ciclici come Industrals, Financials e consumer discretional. I rendimenti USA sono calati di 2 o 3 bps. Le borse europee si sono leggermente asssestate, dopo il bel rally della scorsa settimana (Eurostoxx 50 +3.5% sulla settimana e nuovo record).
Dal punto di vista macro, di interessante c’è stato l’ISM services di giugno, che è uscito in linea con le attese, e leggermente sotto il dato di maggio, ma sempre su un livello che indica una buona crescita dell’attività.

Tra i sottoindici si fa notare un moderato rallentamento dei new orders, sempre su livelli abbastanza buoni però, e un ritorno a indicare crescita dell’occupazione. Vi è anche un moderato rallentamento della corsa dei prezzi. In generale un report discreto, non tanto dissimile da quello di maggio se non per il dato sull’occupazione, che è migliorato.
Tornando alla seduta odierna, il rimbalzo del tech e dei chip ha lasciato il posto ad un deciso ritorno delle prese di beneficio. Il catalyst sarebbe stato la trimestrale di Samsung (-9%), la quale, nonostante abbia riportato un EPS oltre il doppio rispetto allo scorso trimestre e oltre 5 volte 12 mesi fa, è stata accolta da una grandinata di vendite. Del resto, il risultato era solo del 6% sopra attese, e comunque l’impressione è che il mercato aspettasse solo i numeri per scatenarsi. Ovviamente le prese di beneficio hanno investito anche i competitor (Hynix – 7%), l’intera borsa di Seul (-5%) e le altre borse “tech” (Taiwan -2.3%, Nikkei -2.1%). Il resto delle piazze ha limitato i danni, con Hong Kong e HSCEI circa -0.5%, Shanghai e Shenzen -1%, Australia e India a perdere un paio di decimali, e Vietnam e Indonesia positive.
Sul fronte macro, in Giappone a maggio i salari hanno rallentato un po’., e la spesa dei consumatori ha sorpreso in positivo.

Buone notizie per la Bank of Japan, ma lo Yen, nonostante l’intervento della scorsa settimana non riesce a scollarsi troppo da quota 162 vs Dollaro.
La debolezza del tech è comunque riverberata sulle borse europee, che hanno aperto ancora con un tono consolidativo, con però la debolezza concentrata nei settori IT, materials e Industrials. Tutti gli altri settori (Consumer Staples, Energy, Health Care, Consumer Discretionary, Communication Services e Real Estate) hanno mostrato più o meno progressi.
Il petrolio ha iniziato la seduta in progresso, cosa che ha contribuito a imprimere pressioni rialziste ai rendimenti.
Sul fronte macro era prevista solo la produzione industriale tedesca di maggio, che ha sorpreso in positivo, ma con revisioni al ribasso per aprile.

Per il resto, a rendere più convinte le prese di beneficio sui semiconduttori e memorie è un crescendo di notizie che mostrano che la Cina si sta dando da fare per produrre in casa i chip ed eventualmente subentrare come fornitrice a clienti occidentali. Con quei margini, e quella domanda, questo era uno sviluppo scontato, insieme al fatto che gli hyperscalers avrebbero cercato di contenere i prezzi di questi strumenti usandone di meno e trovando fonti alternative.
link China’s DeepSeek developing its own AI chip, sources say
link Zhipu AI explores custom ASIC chip as GLM-5.2 usage surges 27x – The Information
In mattinata, in assenza di particolari news, le borse hanno accentuato i cali, i bonds sono rimasti deboli, così come l’€ e i metalli preziosi e industriali.
Attorno a metà seduta o poco dopo sono arrivati 2 importanti sviluppi politici:
1) Farage ha annunciato che si dimetterà dal suo seggio e poi si ricandiderà per avere un parere dall’elettorato sottoforma di elezione locale, nel distretto di Clacton dove è stato eletto, sul suo operato. Recentemente il leader di Reform UK è stato colpito da sospetti di non aver dichiarato dei beni, e questa è la sua reazione: sottoporsi al parere popolare, sostenendo che si tratta di tentativi politici di metterlo fuori gioco. Trump fa scuola a quanto pare. Forse questa news ha indebolito un po’ i Gilt, ma la sterlina sembra rimasta in linea quanto meno con l’€.
2) La Le Pen è stata condannata in secondo grado a 45 mesi di esclusione dai pubblici uffici, ma con 30 mesi di sospensione, cosa che le permetterebbe di correre per l’Eliseo. Però ha preso anche 3 anni di carcere di cui 2 sospesi e uno da scontare ai domiciliari cosa che le dovrebbe imporre di utilizzare un braccialetto elettronico durante parte della campagna. Stasera alle 20 dovrebbe dire se si candiderà o meno, o chi lo farà a nome del suo partito. Anche questo sviluppo potrebbe aver pesato un po’ sui bonds francesi.
Sul fronte macro in US non troppa roba oggi:

La creazione di posti di lavoro settimanale (media di 4 settimane) calcolata dall’ADP ha un po’ rallentato nelle prime 2 settimane di giugno, come anche mostrato dai payrolls che avevano deluso venerdì, ma resta discreta. Il trade balance è uscito abbastanza in linea con le attese, e le aspettative di inflazione registrate dalla Fed sono rimbalzate, cosa che avrà contribuito un po’ ad alzare i rendimenti.
All’apertura di Wall Street le vendite sul tech si sono accentuate, con il Nasdaq 100 rapido ad accumulare oltre 2 punti di calo. Anche in US il mercato è risultato abbastanza spaccato, con Financials, Consumer Discretionary, Materials, Information Technology e Industrials in calo e Real Estate, Health Care, Energy, Utilities, Consumer Staples e Communication Services in buon progresso. Peraltro, il tech da solo pesa così tanto da mandare in calo l’indice generale.
Di fronte a vendite così convinte, gli indici europei hanno accentuato i cali nel pomeriggio, in particolare quelli più “tech heavy” con più industria pesante, come Eurostoxx 50 e Dax, mentre CAC 40 e Ibex hanno contenuto i cali. Milano è stata penalizzata da STM (semis) e Prysmian (cavi e connessioni).
A metà giornata news di un cargo battente bandiera saudita che aveva subito dei danni hanno dato ulteriore sprint al rimbalzo dell’oil, e così spinti da politica, carburanti, treasuries, i bonds europei a fine seduta mo0strano rialzi significativi dei rendimenti, cosa che è andata a pesare ancora di più sull’azionario. Il sentiment generale è pesato anche sui preziosi, che arretrano.
Dopo la chiusura, Wall Street, che era arrivata a a cedere ben oltre mezzo punto, si è un po’ ripresa. Ma i segnali di rotazione sono rimasti, con il tech a sottopreformare significativamente (il Nasdaq 100 perde 4 volte l’S&P 500) ad eccezione delle Magnificent 7, in positivo. D’altronde loro non avevano certo seguito il rally semiconduttori nella prima metà del 2026.
Detto questo, il monitor di sentimentrader mostra che le prime linee delle aziende che popolano l’ETF State Street Technology Select Sector SPDR /XLK) stanno continuando a comprare le azioni della propria azienda. Questo indica che gli “insiders” (CEO CFO etc) sono sempre molto ottimisti sulle prospettive dei loro business. Questo fenomeno di solito è seguito da performance positive a 6 – 12 mesi. la ratio logica è che questi soggetto hanno una buona visuale sul loro business. Naturalmente in questo ETF vi sono rappresentati diversi sottosettori, non solo i produttori di memorie, che personalmente ritengo abbiano fatto quello che dovevano fare.


