
NB: LAMPI VA IN VACANZA E TORNA LUNEDI 14 SETTEMBRE
Discreto tonfo ieri sera per Wall Street, con l’S&P 500 che ha ceduto lo 0,87%. Il Nasdaq 100 ha ceduto lo 0,73%, inanellando così la quinta seduta negativa consecutiva. Il Russell 2000 ha ceduto l’1,34%. Le Magnificent 7 hanno lasciato sul terreno l’1,11%.
Il tema del giorno è stato sostanzialmente la risalita dei rendimenti, con l’effetto della mossa di Bessent che è svanito; anche il movimento del dollaro non è stato minimamente intaccato. In altre parole, il mercato nutre parecchi dubbi sulla capacità del Tesoro di ancorare i tassi USA, ma ritiene che sarà invece efficace nell’indebolire la divisa.
Va detto che sul sentiment dell’azionario ha forse impattato anche la trimestrale di Walmart, che ha mostrato la crescita delle vendite negli USA più bassa dal 2020, cosa che ha fatto calare il titolo del 9% e ha impattato sui consumer.
La seduta asiatica ha avuto però, in aggregato, un comportamento costruttivo. Solo il Nikkei e Sydney hanno messo a segno perdite moderate. Il resto dei principali indici dell’area ha mostrato progressi, con Hong Kong, HSCEI e Vietnam che si sono spinti oltre l’1% di progresso (quest’ultimo quasi al 2%).
Sul fronte macro, oggi erano di scena i PMI flash (o preliminari) di agosto.

In Giappone l’attività ha accelerato oltre le attese, supportata da un robusto aumento degli ordini. Nella nota, S&P Global ha osservato che la crescita degli ordinativi è ai massimi dal 2018. Anche l’occupazione ha accelerato, mentre la corsa dei prezzi ha rallentato. Davvero un buon report.
Moderato rimbalzo dell’attività in India, dopo il robusto rallentamento di luglio. Lieve rallentamento, per contro, in Australia, causato interamente dal settore dei servizi.
In Giappone, poi, abbiamo avuto il CPI di Tokyo di agosto, anticipazione di quello nazionale. L’inflazione ha accelerato in linea con le attese.
Sebbene non fosse una sorpresa, l’aumento ha imposto un rialzo ai rendimenti, e ora la curva giapponese sconta un rialzo dei tassi entro fine 2026, con il 60% di probabilità che questo avvenga a ottobre.
Infine, le esportazioni della Corea del Sud nei primi 20 giorni di agosto, aggiustate per i working days, sono aumentate del 61,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, dal +63% di luglio. Direi che il manifatturiero giapponese e questo dato la dicono lunga sul momentum del ciclo di investimenti in AI.
In Cina, dopo il recente flop dei dati, si continua a parlare di stimolo: le Autorità starebbero raddoppiando gli sforzi su un programma di stimolo del credito a imprese e consumatori, con nuove misure previste per la seconda metà del 2026.
Lo Shanghai Securities ha poi riportato che le ultime misure di allentamento dei vincoli per il settore immobiliare hanno determinato una ripresa strutturale del mercato, in particolare nelle città principali come Shanghai e Pechino. A Shanghai, le vendite di case nuove sono tornate positive su base annua a luglio per la prima volta quest’anno, mentre i prezzi delle case usate sono saliti per sei mesi consecutivi. La ripresa ha guadagnato slancio anche in alcune città di seconda fascia, come Suzhou e Chengdu.
Vedremo se questo sarà sufficiente a impattare sul morale dei consumatori, che non si è mai ripreso dopo lo scoppio della bolla immobiliare.

La seduta europea è partita con un tono timidamente costruttivo. Immediatamente hanno cominciato ad essere pubblicati i PMI flash di agosto. E le notizie sono discrete.

L’attività in Francia continua a essere in marginale contrazione, ma il manifatturiero è passato in espansione. In Germania, l’attività resta in espansione marginale, ma la forbice tra servizi e manifatturiero si è allargata, con i primi in crescente contrazione e il secondo che torna a espandersi a un ritmo ai massimi da maggio 2022. Nei servizi si fa notare un secondo modesto aumento degli ordinativi, che depone discretamente per i prossimi mesi.
Il report flash relativo all’intera area euro è il migliore, con una bella accelerazione nel manifatturiero, ai massimi dal maggio 2022, mentre l’attività nei servizi si conferma in moderata crescita sui livelli di luglio.

Questo implica che il settore, nel resto dell’area euro, ha fatto meglio che in Germania e Francia, dove ha decelerato. A livello composite, l’area euro registra il secondo mese di espansione, dopo il rallentamento causato dallo scoppio della guerra USA-Iran, e tocca i massimi da novembre 2025. I sottoindici dei prezzi hanno continuato a raffreddarsi, in particolare nel manifatturiero.
In generale, un buon report, in particolare alla luce della ripresa delle ostilità e dell’incertezza dell’outlook in Medio Oriente, che avrebbero potuto causare un nuovo rallentamento, ma per ora non lo hanno fatto, se non nei servizi dell’area core. Il manifatturiero, poi, sta mostrando una forza che mancava da diverso tempo nell’UE.
I report hanno impresso un po’ di momentum all’azionario continentale, ma poi il rialzo è stato ritracciato e il mercato si è posto in attesa degli sviluppi oltre oceano.
Decisamente buono anche il quadro offerto dai PMI flash di agosto negli USA.

La crescita dell’attività economica ha accelerato, toccando i massimi da aprile 2022. Qui la situazione è stata opposta a quella europea, nel senso che il manifatturiero ha rallentato, ma i servizi hanno mostrato una robusta accelerazione, con l’indice ai massimi da 20 mesi.
S&P Global, nella nota, indica che le aspettative di business sono ai massimi da nove mesi, le pressioni sui prezzi si sono moderate e anche l’employment, che era stato stabile nei primi otto mesi dell’anno, ha accelerato vistosamente. Un eccesso di domanda ha fatto allungare i tempi di consegna e l’ammontare degli ordini inevasi. In generale, un quadro di attività robusta e in accelerazione.
Vedremo se a fine mese i più quotati ISM confermeranno questo quadro positivo.
Questo quadro positivo ha contribuito a una partenza positiva di Wall Street, mentre i rendimenti hanno accusato il colpo e salgono moderatamente, con una tendenza della parte breve a sottoperformare, per scontare una politica monetaria, a margine, più restrittiva: si torna a scontare con certezza un rialzo dei Fed Funds entro novembre.
La buona vena di Wall Street ha aiutato le piazze europee a interrompere la serie negativa, mettendo a segno progressi tra il moderato e il discreto. Direi che, dopo cinque cali consecutivi, era il minimo sindacale.
Settorialmente parlando, Materials e Consumer Discretionary sono i migliori. I rendimenti, però, accusano il ritorno del risk appetite di origine macro. E anche il rialzo delle commodities, con i metalli industriali oggi in pole position.
Prima di andarmene finalmente un po’ in vacanza, chiudo con un mini aggiornamento del quadro tecnico.
L’S&P 500 è intento in un consolidamento dopo il violento rally di inizio agosto. L’indice si è appoggiato ieri sopra la media mobile a 20 giorni e oggi rimbalza. Finché resta sopra il supporto ex resistenza in area 7.600 punti, il quadro resta costruttivo.
Non è una considerazione prettamente tecnica, ma con l’economia che tiene e l’earnings growth che ha accelerato, il consolidamento dovrebbe risolversi al rialzo, se non subentrano seri ostacoli.

Il quadro sul Nasdaq 100 è più indeterminato. l’indice non ha mai superato i massimi di inizio giugno. Vediamo come si risolve il test delle medie a 20 e 50 giorni.

Nel grafico sotto si nota come i multipli (Estimated 2026 PE) sono nella parte bassa del range dal 2020 in poi. Il confronto con quelli degli anni 2000, fuori scala, stride.

Il grafico dell’Eurostoxx 50 è simile a quello dell’S&P 500, con l’indice che testa il supporto ex resistenza rotto a inizio agosto, insieme con la media mobile a 20 giorni. Qui il margine è inferiore, ma oggi il tentativo di rimbalzo è nitido.

Ci si risente a settembre.

