Modesto consolidamento dell’azionario a fine settimana con Wall Street chiusa

Grosso recupero da parte di Wall  Street ieri (giovedì) con l’S&P  500 in progresso  dell’ 1.08% e il Nasdaq 100 in salita del 2,48%. Bene anche le  Small  Caps  con il  Russell 2.000 in progresso del 2.12% e  le  Magnificent 7 con un + 1.5%.
La distribuzione settoriale ha visto però 6 settori su 11 in passivo .  Nel dettaglio sono calati Real Estate, Materials, Consumer Staples, Health Care, Financials e Energy, il peggiore. Forti performance da tech (IT),  Consumer Discretionary, Communication Services, Industrials e Utilities. Poco  più  della metà  dei titoli dell’S&P 500 sono saliti (265)  quindi in generale  una partecipazione scarsa  al  rimbalzo, con alcuni rate sensitive e ciclici che hanno conservato un “effetto Fed”.
Anche i tassi hanno mantenuto il grosso dell’effetto del  FOMC,  con il  10 anni che è calato 3 bps e il  2 anni che è rimasto invariato sui livelli di mercoledì sera.

Una seduta asiatica orfana dell’intero China Complex e di Taiwan per festività è stata danneggiata nel finale dalla notizia,  comparsa attorno alle 6 italiane, che Israele ha di nuovo bombardato in Libano. Ciò ha prodotto timori per la  tenuta dell’accordo,  con conseguente rimbalzo del  petrolio lieve ripiegamento dei risk assets.
*IDF: STRUCK THROUGHOUT NIGHT HEZBOLLAH SITES IN SOUTH LEBANON
*IDF: CONTINUES TO STRIKE HEZBOLLAH TARGETS IN SOUTH LEBANON
Così Tokyo ha guadagnato marginalmente,  insieme a Jakarta e invece Vietnam, Australia, India e Corea hanno ceduto.
Sul  fronte macro, in Giappone in CPI di maggio è  uscito più o meno in linea con le attese, che erano state “istruite” dal CPI di Tokyo, uscito a fine maggio ben sotto attese. in generale un report abbastanza benigno.

La seduta europea è  partita con un tono correttivo,  principalmente per l’incidente Israele – Libano. Infatti poi a metà mattinata abbiamo appreso che a causa di questi eventi l’Iran ha rinviato l’inizio delle trattative sul nucleare,  e non ha inviato la relativa delegazione in svizzera.
*IRAN POSTPONED US TALKS DUE TO ISRAELI STRIKES ON LEBANON: FT
*IRAN DIDN’T SEND DELEGATION TO SWITZERLAND DUE TO ATTACKS: FT

L’impatto  sull’azionario è stato modesto,  ma i rendimenti hanno preso la  via del  rialzo con discreto impeto.
Sul  fronte  macro, abbiamo appreso che i prezzi alla produzione in Germania a maggio sono saliti meno delle attese e che le retail sales UK per  lo stesso mese sono state molto migliori delle stime.

Sempre in tema di UK stamattina abbiamo avuto i risultati dell’ elezione suppletiva di Makerfield con Andy Burnham che ha ottenuto una vittoria molto più netta delle attese (54,8% dei voti),  staccando di 20 punti il candidato di Reform UK. Burnham quindi rientra in parlamento e può sfidare Starmer pe la  leadership  del  partito e il  premierato. Starmer finora sembra intenzionato a dare battaglia,  ma con questa vittoria Burnham dovrebbe aver vita facile nel batterlo nel contest. Già  i membri del Governo hanno ripreso a esortare pubblicamente Starmer alle  dimissioni
*UK TRANSPORT SECRETARY ALEXANDER CALLS ON STARMER TO GO: FT
In generale  sembra un esito postivo le la  Gran Bretagna.  Il  rischio era di avere un incidente nella reielezione, e una difficoltà nel  formare un governo stabile,  cosa che poteva portare a elezioni anticipate. Non è che però gli asset UK si siano rallegrati troppo. I rendimenti dei Gilt salgono forte  e la Sterlina stintigna, così come il FTSE 100.
Vedremo lunedì,  quando  la situazione politica si sarà ulteriorente chiarita

Oggi era festa anche negli USA, e quindi l’attività  è stata  ridotta e svogliata fin dalla mattina.  Nel  primo pomeriggio il  quadro geopolitico si è  un po’ rasserenato, quando Israele  ed  Hezbollah hanno apparentemente accettato un cessate il fuoco (*ISRAEL, HEZBOLLAH AGREE TO CEASEFIRE FROM 4 PM LOCAL FRI: RTRS).
Dopo un iniziale entusiasmo, però  il  tono è  tornato progressivamente consolidativo, e gli indici europei hanno chiuso con cali tra il marginale e il moderato, esclusa Piazza Affari che ha ritoccato il suo record. Se il petrolio chiude in moderato rimbalzo, i rendimenti europei salgono di 4-6 bps ovunque, e così metalli industriali e preziosi continuano la correzione.

Pur con il  consolidamento  odierno, l’Eurostoxx 50 chiude la  settimana sopra la  resistenza in area 6200, in corrispondenza del massimo di fine febbraio,  prima dello scoppio della guerra. Il  quadro tecnico  sembra quindi supportivo, finchè stiamo sopra quel livello.

A rafforzare questo quadro, la circostanza  che il positioning  sull’azionario europeo sembra parecchio basso, a giudicare dalle indicazioni dell’ultima Fund manager Survey di Bank of America.

Le ultime vicende geopolitiche avrebbero spinto il peso ai minimi da dicembre 2024. L’Eurostoxx 50 a dicembre iniziò un rally che culminò 3 mesi dopo con un progresso del 15%. Vedremo se funzionerà  anche questa volta.