Resiste il rally azionario, grazie alla prospettiva di trattative tra Libano e Israele,

Chiusura decisamente robusta quella di Wall Street ieri sera, con l’S&P 500 in progresso  di un 2.51%, e il Nasdaq 100 in guadagno del 2.9%. Molto bene anche il  Russell 2.000 a +2.97% e le  Magnificent 7 con un +2.6%.  Il Philadelphia semiconductors è  salito addirittura del 6.34%. Personalmente stento a  crederlo,  ma l’S&P 500 è tornato a meno di un 3% dai massimi storici segnati in chiusura il  27 gennaio. Il 30 marzo aveva chiuso giù del 9%. Un recupero decisamente rapido. Molto meno impressionante,   per usare un eufemismo,  l’effetto sui bonds: il rendimento del treasury 10 anni e quello del 2 anni sono rimasti invariati alla fine.
In ogni caso un effetto robusto di questi annunci, se è vero che il brent ha perso oltre il  13% in chiusura, nonostante le crepe che sono comparse nel corso della  giornata nello scenario di un accordo per un cessate il  fuoco (vedi Lampi di ieri).
In particolare il Portavoce del Parlamento Iraniano Ghalibaf ha dichiarato che 3 punti dell’accordo per il cessate il fuoco sono stati già violati. Il punto nevralgico sembra il  Libano, con l’esercito iraniano che ha dichiarato che se gli attacchi israeliani non cessano immediatamente, ci sarà una pesante risposta  militare,  mentre il media locale  FARS ha dichiarato che lo stretto è stato nuovamente bloccato a causa di questi attacchi. In effetti le news di passaggi di navi sono scarse e controverse.
Trump  in nottata è tornato alle minacce, avendo postato le  forze USA restano in zona fino a totale osservanza del trattato, e se  questa non avviene la reazione sarà di “forza mai vista”. L’aspetto più positivo è che Trump avrebbe messo su un aereo per Islamabad una delegazione per trattare con l’Iran, guidata dal Vicepresidente Vance,  ovvero il più contrario all’operazione Epic Fury del suo staff e da Rubio.
Comunque sia,  in nottata l’entusiasmo di ieri ha lasciato ad un atteggiamento un po’ più riflessivo.

Infatti la seduta asiatica tutte le principali piazze in negativo, escluse Taiwan, Sydney e Jakarta che hanno mostrato progressi di 3/4 decimali. Discreti cali per contro per Giappone, China Complex, Vietnam, India e Sud Corea, la peggiore con un -1.6%. Lo Yen poi ha ripreso ad indebolirsi e i rendimenti giapponesi, che poca  strada  avevano fatto ieri, oggi hanno ripreso a  salire.
La seduta europea è  partita su questa falsariga, con gli indici in moderato indebolimento, i rendimenti in coerente recupero, l’occhio rivolto al   rimbalzo del petrolio. Solo l’€ ha tenuto  sui livelli di ieri, per poi proseguire la  salita in mattinata.
In mattinata non c’erano dati macro di particolare rilevo, a  parte la bilancia commerciale  di febbraio in Germania, discretamente  dinamica con export e import sopra attese, e la produzione industriale tedesca per lo stesso mese, invece anemica.

In mattinata il sentiment ha quindi continuato a languire, con le notizie dallo stretto che continuavano a errare verso il dubbioso/negativo. Ma questo senza mai dare l’impressione di voler ritracciare in maniera significativa i guadagni di ieri.
Solo il Dax ha accumulato un passivo discreto,  attorno al punto percentuale,  appesantito, tra le  altre cose, dalle difficoltà del colosso  del  software Sap, che ha anticipato quella  che sarebbe stata l’ennesima giornata difficile per il settore software anche in US. In verità  sono alcuni giorni che Anthropic,  la  società  di AI partecipata da  Google che promuove  l’LLM  Claude, fa parlare di se per  gli straordinari progressi.  Lunedì ha siglato un accordo con Google e Broadcom,  e  annunciato che il  suo fatturato è passato  da 9 a 30 miliardi l’anno. Ieri l’investitore Michael Burry,  reso  famoso da “the big short” ha dichiarato che sta attaccando fortemente il business di Palantir, e oggi si è  molto  parlato del modello Claude Mythos, in grado  di testare pesantemente i sistemi di Cybersecurity,  apparentemente così potente da doverne rimandare la  diffusione. Questo ha messo pressione a tutto  il  settore (Crowdstrike, Palantir, Palo Alto..),  secondo un canovaccio visto spesso di recente, e si è allargato al software.
Vendite di azioni software: PLTR e MSFT calano per timori sul modello ’Mythos’ di Anthropic link 

L’agenda macro USA oggi era ancora un po’ più popolata di quella europea,  anche se chiaramente  afflitta  dall’ormai consueto problema: si tratta di old news.

A febbraio in US abbiamo avuto un personal spending leggermente sotto attese,  a fronte di un income marginalmente negativo,  il  che implica un discreto  intaccamento dei risparmi (ma su questi dati è  più  rilevante il trend, e a febbraio  siamo tornati al livello del 4% prevalente a  fine 2025,  dopo un balzo di gennaio).
I sussidi di disoccupazione settimanali sono saliti oltre le attese,  ma  restano su livelli predominanti dell’ultimo periodo, che sono coerenti con un mercato del  lavoro abbastanza stabile.
Il PCE deflator di febbraio è uscito in linea con le attese ed è  comunque precedente  all’impennata dell’oil e come tale  poco  rilevante.
La terza lettura del  GDP del quarto trimestre 2025,  ormai preistoria,  ha visto un ulteriore limatura della  crescita annualizzata,  ormai ridotta quasi a uno stallo. La  sforbiciata dipende soprattutto da un minore accumulo di scorte,  quindi un effetto positivo, ma vi è anche una revisione al  ribasso dei consumi. In generale un trimestre segnato dallo shutdown più  lungo della storia,  che ha pesato molto  sul  settore pubblico e un po’ sul sentiment dei consumatori. Infine,  delle  scorte all’ingrosso di febbraio molto  superiori alle attese andranno, se non riviste al  ribasso, a gonfiare il  GDP del primo trimestre  2026,  il che abbellirà  il numero ma peserà  sui trimestri successivi.
Wall Street è  partita con un tono consolidativo e svogliato, dopo la  baldoria di ieri, disturbata dal newsflow mediorientale (vedi sotto) e frenata anche dal  software  come  detto  sopra.
** IRAN’S PRESIDENT PEZESHKIAN SAYS ISRAELI STRIKES ON LEBANON VIOLATE CEASEFIRE AGREEMENT ** IRAN’S PRESIDENT PEZESHKIAN SAYS ATTACKS ON LEBANON WOULD DEEM CEASEFIRE NEGOTIATIONS MEANINGLESS

Questo quadro consolidativo e indolente è stato scosso poco prima della chiusura europea da una headline in cui si riportava che Trump aveva chiesto apertamente a Netaniahu di “ridurre” gli attacchi sul Libano. E poco dopo, praticamente in concomitanza con la chiusura EU, si è appreso che Israele aveva accettato di iniziare trattative di pace col Libano, sia pure senza troppo  entusiasmo.
* TRUMP ASKED NETANYAHU TO SCALE BACK BOMBING IN LEBANON: NBC
* ISRAEL SAYS AGREES TO DIRECT TALKS WITH LEBANON
* NETANYAHU MOVES TO START DIRECT TALKS WITH LEBANON
* FIRST MEETING BETWEEN ISRAEL AND LEBANON WILL TAKE PLACE AT THE STATE
* DEPARTMENT IN WASHINGTON – AXIOS REPORTER ON X
* NO MAJOR ISRAELI EXPECTATIONS FOR SUCCESS IN NEGOTIATIONS WITH LEBANON
Queste improvvise aperture su quello che è  sembrato essere il  principale scoglio ad un cessate il  fuoco effettivo, e connessa riapertura di Hormuz, hanno frenato i rialzi dell’oil (nel pomeriggio il  WTI aveva superato l’8% di progresso e superato di nuovo i 100 Dollari) e mandato in positivo Wall  Street. Così anche le  piazze europee hanno ridotto i passivi e in alcuni casi (Milano) sono passate in positivo. Però  a  guadagnare oggi è stato  l’energy,  accompagnato a  distanza dai settori difensivi ( Utilities, Health Care, Real Estate) mentre tech e ciclici hanno guidato i ribassi. Rendimenti e spreads hanno  ignorato le news, continuando a rimbalzare dai livelli di ieri. Ma l’€ ha continuato a recuperare, superando  il  livello  di 1.17 vs Dollaro,  visto  l’ultima volta oltre un mese fa a inizio marzo. Tra le  commodity,  se l’oil  ha ridotto i progressi,  i preziosi hanno continuato a salire.
Dopo la chiusura EU Wall  Street ha sostanzialmente tenuto  i progressi finora, con un mix di ciclici e difensivi a trainare (Consumer Discretionary, Utilities, Real Estate, Industrials e Consumer Staples) e il  tech in fondo al  gruppo.  I rendimenti calano un po’.
Sembra che a breve avremo news da Khamenei Jr (o  qualcuno che parla per lui), mentre si ha notizia del  primo passaggio di una nave dallo  stretto  post accordo  (ancora lontani dalle  130 navi pre  guerra e anche dal  target di 15 navi) e Trump ha ripreso le  solite dichiarazioni.
** IRAN SUPREME LEADER TO ISSUE KEY MESSAGE SOON
** FIRST NON-IRANIAN TANKER TRANSITS STRAIT OF HORMUZ SINCE CEASEFIRE: MARINETRAFFIC MONITOR
* TRUMP SAYS HE’S ‘OPTIMISTIC’ IRAN PEACE DEAL WITHIN REACH: NBC
* TRUMP SAYS IRAN MORE AGREEABLE THAN IT SHOWS IN PUBLIC: NBC
* TRUMP SAYS IF IRAN DOESN’T MAKE A DEAL, IT WILL BE PAINFUL
* TRUMP SAYS NETANYAHU TOLD HIM HE’D ‘LOW-KEY IT’
Con il  movimento di oggi l’S&P 500 sta testando la  resistenza in area 6800, ex supporto violato a inizio marzo.  Mi pare  improbabile  che la  rompa  al  primo colpo, e  credo che se lo facesse,  magari grazie a un effettiva entrata in vigore dell’accordo,  dubito che potrebbe evitare un consolidamento,  vista la rapidità del  recupero, e la concentrazione di volumi avutasi tra i livelli 6800 e 6900 tra gennaio e febbraio. Infine, sappiamo che il calo della  pressione da   parte dei mercati spesso fa diventare più capricciosi alcuni contendenti.

Però la rapidità del recupero e lo  slancio con cui l’indice ha superato le  medie mobili,  nonostante una situazione alquanto fluida ancora, depone bene per la  forza del trend.
Morgan Stanley ha notato che nonostante la crisi, le earnings revisions hanno ricominciato a migliorare, nel run up verso l’earning  season del  primo trimestre, che inizia i primi giorni della prossima settimana. Un fenomeno che dimostra che le  aziende sono a loro agio con le  stime. Probabilmente almeno parte del  vigore degli ultimi giorni viene da questa percezione.

Infine, lo Stock Traders’ Almanac ha pubblicato ieri un grafico interessante, che mostra come il 2026 si stia finora comportando in linea non con la media degli anni in cui si tengono lee Midterm, ma con la media degli anni di presidenza Trump. Si forma un minimo tra marzo e aprile e poi il mercato recupera nel corso dell’anno,  come l’anno scorso.