Deal USA – Iran forse in arrivo, e debutto positivo di SpaceX: Wall Street sale ancora

NB LAMPI SALTA 2 USCITE E TORNA MERCOLEDI’ 17 GIUGNO

E’ successo di nuovo. Dopo aver confermato ieri di primo mattino (primo pomeriggio in Italia) che avrebbe lanciato un nuovo attacco all’Iran (- TRUMP: THERE WILL BE MORE BOMBING TONIGHT, BIGGER, MORE POWERFUL), meno di 5 ore più tardi Trump ha annunciato che sospendeva gli attacchi, perchè i punti finali di un accordo, sia nei principi generali sia nei dettagli operativi, erano stati approvati da tutte le parti coinvolte, e il luogo e la data della firma sarebbero stati annunciati a breve. Successivamente, Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti avevano raggiunto un eccellente accordo per porre fine alla guerra con l’Iran, che l’intesa avrebbe potuto essere firmata nel corso del fine settimana in Europa e che lo Stretto di Hormuz sarebbe stato riaperto una volta firmato.
Le conseguenze sul mercato sono intuibili. Il petrolio ha ceduto circa il  3% in chiusura, e l’azionario ha bruscamente accelerato al rialzo: l’S&P  500 ha chiuso a +1.75%,  recuperando interamente il calo di mercoledì, con il settore tech su di quasi  il  4% e i ciclici (Materials, Industrials e Consumer Discretionary) a mostrare progressi del  attorno al 3%. Con un rally del genere, la breadth poteva essere migliore, visto che “solo” 320 titoli su 500 sono saliti.

La  seduta  asiatica ovviamente ha fattorizzato immediatamente le news. Dei principali indici solo  il Vietnam ha ceduto moderatamente. Nessuno degli altri indici che seguo ha guadagnato meno dell’1%. I picchi li hanno mostrati Seul,  come al solito, oltre il 4%, Nikkei quasi al  3%, Taiwan oltre il 2%, seguiti da  Sydney e Mumbai +2%, Hang Seng e HSCEI a +1.9%, e Shanghai e Shenzen poco  sopra l’1%.
Sul fronte macro,  la sorpresa è stata  che gli aggregati monetari cinesi di maggio, pubblicati a mercati locali chiusi, hanno fatto meglio delle attese per la  prima volta da un po’ di tempo,  tra l’altro grazie a un estensione dei bank loans più elevata.
Anche lo shadow banking system è andato abbastanza oltre consenso. Ma in generale  restano dati coerenti con una domanda di credito debole sia da aziende che da privati. Solo meglio delle attese.

La seduta europea aveva da fattorizzare le  novità serali dal Medio oriente, e così gli indici sono partiti belli forti, anche qui con IT e ciclici (Financials, Industrials Consumer Discretionary).  Il  petrolio poi che già aveva ceduto quasi il 5% ieri si è  ulteriormente indebolito, cosa che ha accentuato il  risk appetite e anche i cali dei rendimenti.
L’unica serie di dati rilevante era il GDP mensile UK di aprile che è uscito  in linea con attese che lo vedevano calare.

Questo ha dato la  carica  ai Gilt,  che hanno mostrato cali di rendimenti a doppia cifra dal breve termine fino a 5 anni.
Poco dopo  l’apertura l’agenzia iraniana Merh ha riportato un sunto dei punti del  memorandum in discussione,  tra cui l’impegno degli USA a revocare le sanzioni, ritirare le proprie forze dall’area circostante l’Iran, rimuovere il blocco navale, riaprire lo Stretto di Hormuz, cancellare le sanzioni petrolifere e sbloccare i fondi iraniani congelati. E poi presentare un piano per la ricostruzione dell’economia iraniana, e scongelare 24 milioni di fondi iraniani di cui la metà subito e il resto nei 60 giorni di negoziazione per raggiungere un accordo  sul  tema del  nucleare. Il  tutto ancora in attesa  di ratifica dalle  autorità competenti. Questi dettagli,  tutto  sommato  abbastanza benigni per l’Iran, hanno prodotto un po’  di paura che Trump potesse nuovamente fare retromarcia,  e il  sentiment si è un po’  temperato. Lo stesso è poi avvenuto nel primo pomeriggio quando altre fonti hanno riportato che l’Iran intende mantenere il controllo sullo stretto.
Abbiamo approcciato il pomeriggio quindi con 2 temi che catalizzavano l’attenzione:
1) le notizie dal  Medio Oriente
2) il  prezzo di esordio e la  price action di Space X.

In questo contesto la pubblicazione della U. of Michigan consumer confidence preliminare di giugno,  migliorata più delle  attese grazie ad un balzo delle  expectations, e con aspettative di inflazione in calo, è stata praticamente ignorata.

Wall  Street è partita in marginale progresso, e poi, quando l’esordio in borsa di Space X  ha cominciato a  tardare (era previsto  per le  15:50  italiane), ha dato  qualche segno di nervosismo.
Alle 16:50 anche la parte iraniana ufficiale, nella  persona del Ministro degli Esteri iraniano Araghchi, ha ammesso che le trattative erano in dirittura d’arrivo.
*ARAGHCHI: ISLAMABAD MOU HAS NEVER BEEN CLOSER
Di fronte alla prima  dichiarazione di parte iraniana ufficiale in linea con quelle USA, il mercato ha fatto un ulteriore scatto in avanti. Successivamente,  infine,  è arrivato anche l’esordio di Space X, un po’ più  basso di dove la collocavano i rumors,  ma il titolo ha subito accelerato  al  rialzo collocandosi su livelli che implicavano progressi del  20-25% rispetto al  prezzo di sottoscrizione.
Con entrambi i 2 temi coronati da esito positivo, l’azionario USA si è stabilizzato  su livelli di guadagno discreti, con ancora ciclici e finanziari a trainare e il tech un po’ più  misto, frenato dal calo di titoli come Adobe (brutta reazione alla trimestrale  e uscita del  CFO) e alcune Magnificent 7.
Le  piazze  europee hanno  ringraziato, e hanno chuso con progressi distribuiti tra il  +1.5% e il  2% sempre con i ciclici a trainare. I rendimenti festeggiano invece l’ulteriore calo del 3% del  petrolio, ai minimi da metà aprile.
E’ un po’ ironico che questi sviluppi siano arrivati  esattamente il  giorno dopo che l’ECB ha deciso di alzare i tassi. La  curva monetaria rispetto a ieri ha rimosso 10 bps abbondanti di rialzi per il 2026. Adesso sconta 1 rialzo entro settembre, ma solo il  50% di probabilità che ce ne sia un altro entro dicembre. La Fed potrebbe avere il vantaggio di tenere il  suo meeting dopo la firma dell’accordo,  il che potrebbe un po’ facilitare le  cose a Warsh,  ma non poi molto visto che negli USA gli argomenti per una politica per  lo meno neutrale sono più d’uno,  e  il  FOMC ha ancora ufficialmente una easing bias se non erro.
Se l’€  è  sui livelli di ieri, tra le  commodityu si nota,  oltre al calo dell’oil il  rialzo  robusto del  rame e  quello più tiepido dei preziosi.
Dopo  la chiusura EU, Space X ha aggiunto ancora qualcosa e Wall Street ha provato incrementare il  progresso,  senza riuscirci finora con stabilità.
La parte USA ha dichiarato che la probabilità di una firma del Memorandum supera l’80% (*US SEES 80%-85% CHANCE IRAN DEAL WILL BE SIGNED: OFFICIAL). Se così fosse, alle  condizioni indicate (vedi sotto riepilogo) a similari, direi che l’Iran ne esce abbastanza vincitore. L’unica  cosa  che ottiene Trump è una promessa  di non sviluppare l’atomica.  Ma  lo stretto resta in mano iraniana, seppure aperto. Secondo me può ancora succedere che l’accordo salti. Ma  questa volta il quadro  sembra più  convincente del solito.
*US SEES 80%-85% CHANCE IRAN DEAL WILL BE SIGNED: OFFICIAL
*TRUMP SAYS DEAL COULD BE SIGNED THIS WEEKEND OR MONDAY: AXIOS
Riguardo SpaceX, sorvolando su valutazioni “spaziali” (tanto Tesla quota carissima da un quindicennio) e disquisizioni su domanda e offerta su questi livelli, nel breve è difficile dire cosa possa fare. Stamattina, scherzando coi colleghi, ho scommesso su una chiusura a +22%,  ma immagino che ad un certo punto nei prossimi giorni un po’ di vendite arriveranno.
Detto  questo, la  reazione  di S&P 500 e Nasdaq all’attuale +28% di SpaceX,  corredato da deal apparentemente in arrivo tra USA e Iran, sembra tutto sommato  moderata e indicativa del fatto che  Wall Street poggia ancora su fondamenta fragili e potrebbe servire ancora  un po’ di consolidamento, prima  di riprendere il trend rialzista.  Staremo a vedere.

Bozza di Memorandum of understandings
* Permanent and immediate cessation of hostilities on all fronts, including Lebanon.
* Full lifting of the naval blockade within 30 days.
* A US commitment to withdraw its forces from areas surrounding Iran.
* Reopening of the Strait of Hormuz within 30 days under Iranian arrangements.
* Suspension of sanctions on oil sales, petrochemical products and derivatives, and full Iranian access to the resulting financial resources.
* A requirement for the US and its allies to present reconstruction plans for Iran worth at least $300 billion.
* Sixty days of negotiations to reach a final agreement on nuclear issues and the complete lifting of US primary and secondary sanctions, as well as UN Security Council and IAEA Board of Governors resolutions.
* Reaffirmation of Iran’s commitment not to develop nuclear weapons.
* Release of $24 billion in frozen Iranian assets during the 60-day final negotiation period, with half made available before talks begin.
* Establishment of a monitoring mechanism to implement the agreement.
* Final negotiations not to begin until half of Iran’s frozen funds are released, oil sanctions are suspended, and the naval blockade is lifted.