
Chiusura moderatamente negativa ieri sera (martedì) per Wall Street, con l’S&P 500 in calo dello 0.32%, il Nasdaq 100 dello 0.33%, le Magnificent 7 dello 0.9%, ma il Russell 2000 Small Cap in controtendenza, in progresso dello 0.32%. L’S&P 500 equal weight è salito a sua volta dello 0.21%, outperformando l’omologo capital weighted di oltre mezzo punto. Una seduta sostanzialmente frenata dall’incertezza geopolitica e da quella connessa con l’imminente pubblicazione del CPI USA di luglio, prevista per oggi.
Dopo la chiusura, le trimestrali di Coreweave e Super Micro Computers
hanno offerto ulteriore supporto al sentiment, con i titoli che hanno messo a segno balzi a doppia cifra in aftermarket.
La seduta asiatica si è avvantaggiata di questo supporto, con Seul rimbalzata del 3.7%, e anche le altre piazze tech, Tokyo e Taiwan, hanno riportato guadagni discreti. Bene anche le “A” shares cinesi (Shanghai, Shenzen), Vietnam, Indonesia. Male le “H” shares (HSCEI, Hang Seng), Australia e, in misura marginale, India.
Sul fronte macro in Asia stanotte solo i machine orders preliminari giapponesi di luglio, in progresso del 50.4% anno su anno da 52.7% di giugno. Tanto per rilevare ancora una volta il tenore dell’attività manifatturiera in Giappone.
La seduta europea è iniziata con un tono incerto, in linea con il pomeriggio di ieri. In mattinata non erano previsti dati di rilievo (i CPI in Germania e Italia per luglio erano già noti dal dato preliminare e il finale non ha cambiato nulla) e quindi l’attenzione è rimasta proiettata su Hormuz e sul CPI USA.
In tarda mattinata, alcune indiscrezioni dal Pakistan hanno portato un modesto supporto al sentiment. Secondo la fonte, gli Stati Uniti e l’Iran avrebbero “concordato” di estendere il cessate il fuoco originale di 60 giorni previsto dal Memorandum d’Intesa di Islamabad, poiché l’accordo è destinato a scadere il 17 agosto. “Entrambe le parti hanno comunicato ai mediatori il proprio consenso a estendere la scadenza,” ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione. “Tuttavia, le due parti si stanno scambiando messaggi per decidere il periodo dell’estensione,” ha aggiunto la fonte.
Con questo marginale aiuto (il cessate il fuoco che verrebbe prorogato è di fatto stato rotto da tempo e più volte), l’azionario europeo ha accumulato moderati progressi. La notizia è stata successivamente smentita (SENIOR IRANIAN SOURCE TO REUTERS: THERE ARE NO DISCUSSIONS OVER EXTENDING CEASEFIRE BETWEEN IRAN AND U.S.), ma non è che la cosa abbia avuto particolare risonanza.
Alle 14:30 il CPI USA di luglio è risultato il dato più in linea con il consenso del recente passato.
Il dato si è normalizzato, dopo il brusco calo di giugno causato dal calo dei costi energetici e dalla fine dell’effetto Mondiali. Il dato headline è stato frenato ancora dal calo dei costi energetici. Quello core ha visto i core goods tornare a salire dopo 2 mesi di cali, e i servizi tornare a mostrare un incremento dello 0.2% anche depurati dagli alloggi. Guardando ai dettagli, è rimbalzato il costo degli alloggi e sono salite le categorie dei medical services e communications, mentre sono calati ancora i prezzi degli hotel.
In generale un dato che non impatta minimamente sul quadro attuale. Ma forse il mercato temeva un report peggiore, e così ha limato le probabilità di rialzo dei Fed Funds al FOMC di settembre, mandandole sotto il 50%, e i rendimenti hanno preso a scendere moderatamente.
Con queste premesse, Wall Street è partita in progresso, trainata dal tech e dai semis, ma successivamente ha perso un po’ di momentum, frenata anche dalla cattiva vena di alcune Mag7 come Microsoft, Meta e Tesla.
Le piazze europee hanno approcciato il pomeriggio con discreti progressi, ma questi poi sono sfumati secondo un pattern che ha caratterizzato tutte le ultime 4 sedute (vedi grafico sotto dell’Eurostoxx 50).

Chiaramente, il report odierno non era di quelli che chiamassero una forte direzionalità. E le vicende geopolitiche continuano ad essere un elemento di disturbo. Nel pomeriggio Trump ha lanciato sui social una nuova serie di dichiarazioni spavalde che lasciano intendere che uno sblocco della crisi, e dello stretto, non è vicino.

Detto questo, il trend resta, tendenzialmente, al rialzo, anche se oggi le chiusure sono marginalmente negative. Oltretutto, l’Eurostoxx 50, che ieri ha fatto il nuovo record in chiusura, aveva chiuso in positivo per 9 sedute consecutive e 12 delle ultime 13. Una serie che chiama consolidamento.
I rendimenti chiudono la seduta poco mossi, in linea con la performance dell’oil, frenato da un forte accumulo di scorte comunicato dall’EIA (*CRUDE OIL INVENTORIES ROSE 17.42 MLN BARRELS, EIA SAYS). I cambi si sono mossi poco, mentre tra le commodities, a parte l’oil già citato, prosegue la ripresa dei metalli preziosi.
Wall Street mantiene progressi marginali, trainata dal tech. Vedremo dove sarà la chiusura. In generale, la price action agostana continua. Dubito che anche le retail sales di venerdì la muoveranno di molto.

