In attesa di sapere se ne week end si avrò l’accordo sul MOU, Wall Street macina record.

NB: LUNEDI’ LAMPI FA IL PONTE E TORNA MERCOLEDI’ 3 GIUGNO

Nuovo record storico a  Wall  Street ieri (giovedì) con l’S&P  500 in progresso  di uno 0.58%. Bene il  Nasdaq 100 con un +0.84%, in linea le small caps  con un +0.57% del  Russell 2.000,  mentre le  Magnificent 7 hanno preso un +0.87%. Il  Philadelphia Semiconductors ha guadagnato l’1% esatto,  dopo essere  stato  inizialmente in calo di oltre un punto e poi in rialzo di 2. Per l’S&P 500 si è trattato della sesta seduta positiva consecutiva.
Il sentiment è  stato supportato da annunci di un accordo raggiunto tra i negoziatori di Iran e USA,  ma non ancora approvato da Trump e,  a  quanto sembra, Khamenei. Il  memorandum of understandings prevederebbe la  riapertura dello stretto per  60 giorni,  mentre si negozia l’assetto  sul  nucleare iraniano.
Così  il  petrolio,  che era stato in progresso per gran parte della seduta,  ha chiuso invariato, e anche i rendimenti sono calati.

La  seduta  asiatica ha beneficiato più del  ritorno in auge dei semiconduttori che del calo  dell’oil, come mostra il  fatto che la piazza migliore è Seul  (+3.5%),  seguita da Taiwan e Tokyo a pari merito (+2.5%).  Il torneo dei non tech lo vince Sydney,  con un +1,6%,  seguita da Hong Kong e HSCEI (tech e banche cinesi, area +0.7%). Vietnam e Indonesia sono invariati, Shenzen e Shanghai cedono moderatamente e Mumbai perde l’1.5%.
La  piazza giapponese avrà  sicuramente beneficiato di alcuni dei report usciti stanotte. In particolare il CPI di Tokyo a maggio ha nuovamente sorpreso al ribasso su tutta la  linea. E questo depone bene per il  dato generale, che dovrebbe togliere stress alla bank of Japan.

Molto belli anche disoccupazione e produzione industriale di aprile,  un po’ deludente invece il  dato  sui nuovi cantieri.

L’apertura europea si è avvantaggiata di un petrolio ancora in calo rispetto a ieri,  con l’azionario in rialzo. I Bonds erano un po’ più nervosi. Infatti stamattina in Eu erano di scena i dati di CPI preliminari di maggio in molti importanti paesi: Come  si nota dallo schema, il quadro è  stato, in aggregato, migliore delle  attese.

La Francia ha mostrato dati sotto  il  consenso. In Spagna abbiamo un quadro più misto con inflazione sotto attese,  ma in linea una volta  armonizzata, e con la core sopra  attese. In Italia per una volta abbiamo dati sopra consenso, ma la Germania mostra addirittura CPI negativo sul  mese, e sotto consenso (il  dato è stato pubblicato nel  primo pomeriggio,  ma si capiva dai dati dei singoli stati dove si andava a parare).
A fronte  di ciò i bonds si sono calmati,  ma non i membri ECB a quanto pare. Infatti gli speaker odierni si sono più  o meno tutti dichiarati a favore di rialzi,  mentre le  minute ECB pubblicate ieri (headlines in grassetto) hanno confermato che c’era gente che voleva rialzare anche allo scorso meeting
*ECB’S PANETTA: OUTLOOK SEEMS TO CALL FOR RATE `RECALIBRATION’
*ECB’S PANETTA: WAGE-PRICE SPIRAL MUST BE AVERTED
*ECB’S SIMKUS: LIKELY TO SUPPORT RATE HIKE IN JUNE
*ECB’S SIMKUS: A SECOND RATE HIKE IS `MORE LIKELY THAN NOT’
*ECB’S SIMKUS: TIMING OF SECOND RATE HIKE UNCLEAR AT THIS POINT
*ECB’S SIMKUS: WOULDN’T OVEREMPHASIZE EFFECT OF HIKE ON ECONOMY
*RADEV: COST OF ACTING TOO LATE CAN EXCEED COST OF ACTING EARIER
*ECB’S RADEV: MONETARY POLICY CAN’T BE ONLY ECONOMIC DEFENSE
*ECB OFFICIALS: MAINTAINING PRICE STABILITY MAY NEED HIGHER RATE
*ECB OFFICIALS: FOCUS SHIFTED TO MOST APPROPRIATE TIMING OF HIKE
*ECB: A NUMBER OF OFFICIALS NOTED APRIL DECISION WAS CLOSE CALL
*ECB: A NUMBER OF OFFICIALS WOULDN’T HAVE OPPOSED APRIL HIKE

Sul senso di alzare i tassi a fronte di una fiammata  di inflazione da  costi, presumibilmente temporanea, ma in grado di avere un impatto negativo  sul  ciclo,  che stiamo  già  notando,  mi sono già  espresso. Il rischio è di aggravare questo impatto, in cambio di un calo dell’inflazione moderato, calo che sarebbe comunque arrivato. Ma evidentemente l’ECB si preoccupa  anche delle  aspettative di inflazione,  e  della sua credibilità e quindi ritiene necessario puntellarla  con un’azione dimostrativa per  mostrare loro  vigilano e non hanno remore ad agire. Infatti il rialzo viene scontato dalla  curva monetaria al 90% per l’11 giugno,  il che vuol  dire praticamente certezza. Ma rispetto al meta maggio, quasi un rialzo intero è scomparso dalla curva entro dicembre  2026. Due settimane fa ne sconta va 3,  ora poco più  di 2.

Comunque sia l’azionario europeo si è  afflosciato  in mattinata, frenato dai consumers, dai materials e dal  healthcare. Oltre all’energy, ovviamente.
Nel pomeriggio in US erano previsti alcuni report. L’Advance goods trade balance è  uscito in robusto calo, con anche una bella revisione al  ribasso del  precedente, grazie alla forza dell’export. Questo  dovrebbe essere positivo  per  la  stima  del GDP  del  secondo trimestre.

Le  scorte all’ingrosso e al  retail si compensano, e il Chicago PMi di maggio è uscito davvero molto buono,  anche se è davvero  volatile  come serie. In generale le  survey manifatturiere regionali sono davvero difficili da interpretare se  prese singolarmente, ma in aggregato mostrano bene la  ripresa del manifatturiero negli ultimi mesi da inizio 2026 in US.

Wall Street è  partita al rialzo,  ma in poco più  di un ora si è  mangiata i guadagni,   con solo  IT e Financials a tenere botta  tra i settori. Poco prima delle  17, quando ormai forse qualcuno temeva di entrare nel week end senza notizie del Memorandum of Understandings,  Trump ha scritto un post che riporto interamente sotto, per la  sua lunghezza, il  cui sunto è:
**  l’Iran deve accettare formalmente di non sviluppare mai armi o bombe nucleari
**  lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto immediatamente, senza pedaggi, al traffico commerciale in entrambe le direzioni
** L’Iran dovrà rimuovere o far esplodere le mine nello stretto
** il blocco navale USA viene revocato. Le navi bloccate nello Stretto possono tornare a casa
** l’uranio arricchito estratto congiuntamente da USA e Iran, con supervisione dell’AIEA, e distrutto
** nessun trasferimento di asset iraniani freezati per ora

Queste news sono state prese bene dal mercato, l’oil ha ceduto ancora,  l’azionario si è ripreso e  i tassi hanno accentuato  i cali.  Successivamente sono pervenuti poi i soliti distinguo di parte iraniana,  che hanno un po’  raffreddato  l’entusiasmo, specie in Europa.
** IRAN’S FARS CITING SOURCES: AGREEMENT WITH U.S. IS IN THE FINAL STAGES OF RATIFICATION IN IRAN AND A FINAL DECISION HAS NOT YET BEEN MADE
** IRAN’S FARS, CITING SOURCES, REJECTS TRUMP’S COMMENTS ABOUT A POSSIBLE AGREEMENT WITH IRAN AS ‘A MIXTURE OF TRUTH AND FALSEHOOD’
** FARS, CITING SOURCES, SAYS TRUMP’S COMMENTS ARE AN ‘ATTEMPT TO PORTRAY A FABRICATED VICTORY’
**FARS: IRAN HAS STRESSED THAT AFTER THE US BLOCKADE IS LIFTED, IT WILL REOPEN THE STRAIT OF HORMUZ ACCORDING TO ITS OWN PRE-DETERMINED ARRANGEMENTS
** TRUMP CLAIMS IRAN IS OBLIGATED TO OPEN THE STRAIT OF HORMUZ WITHOUT CHARGING FEES, EVEN THOUGH THERE IS NO SUCH CLAUSE IN THE AGREEMENT

Alla  fine,  la  chiusura europea vede le  principali piazze disposte attorno alla  parità,  con un po’  di outperformance di Milano e Madrid. I rendimenti però conservano moderati cali, che però giungono al termine di 2 settimane di rientro dai livelli massimi,  segnati a metà maggio. Anche la volatilità  realizzata sta calando.

Dal canto suo  il petrolio  sta facendo un secondo tentativo di normalizzazione, dopo quello poi abortito nella seconda metà di aprile,  e con la  volatilità implicita che negli ultimi giorni si è quasi normalizzata.  Con un po’  di ottimismo  si può pensare che tra meno di 2 settimane l’ECB si troverà ad alzare con un oil non troppo  distante dai livelli medi del  2025. Vedremo.

Del  miglioramento del  sentiment hanno approfittato i metalli preziosi, meno l’€ che prende le briciole contro un Dollaro che resta  supportato dalla  forza dei dati macro USA.
A 3 ore dalla  chiusura Wall Street mostra un modesto  progresso,  che però se portato alla chiusura produrrebbe la settima seduta positiva consecutiva,  mentre con ogni probabilità  avremo la nona settimana positiva consecutiva.
Nel  pezzo di ieri ho riportato che normalmente queste serie anticipano consolidamenti nel brevissimo, ma performance positive da 2 settimane in avanti. Nel pezzo di mercoledì avevo rilevato che forti performance nel corso di 2 mesi depongono bene per le performance future, e la  maggioranza di queste si colloca dopo le  recessioni. Ieri Urban Carmel ha prodotto un grafico in cui mostra che serie positive superiori a 6 settimane consecutive a Wall Street sono molto raramente vicino a top di mercato (2007),  anche se occasionalmente precedono dei consolidamenti significativi (nel 1989 e prima del  Covid). Momentum.