L’ECB alza i tassi, ma la retorica resta bilanciata. Respirano equity e rendimenti EU.

NB : oggi formato un po’  ridotto causa mancanza totale  di tempo. 

Un’altra seduta pesante per Wall Street ieri sera (mercoledì), con l’S&P 500 in calo dell’1.73%, e il  Nasdaq 100 del 2.09%. La  chiusura marca il minimo da un mese.
Male anche le Magnificent 7 (-2.34%),  che forse patiscono psicologicamente  l’arrivo di SpaceX che porterà il novero eventualmente a 8, con la sua capitalizzazione enorme.
Il catalyst per lo storno è stato l’involuzione della  situazione in Medio Oriente, dove non si parla più di accordo imminente, ma si è tornati alla belligeranza aperta,  con gli attacchi USA nella notte. Nella  sostanza,  ieri abbiamo assistito a nuove prese di beneficio sul tech, e uscite dai ciclici (industrial, consumer discretionary etc), verso i difensivi, eventualmente a indicare che se la pace si allontana, il conto economico della guerra potrebbe inasprirsi. Coerentemente con la  reazione del  petrolio, i rendimenti USA ieri sono saliti, con buona pace del CPI di maggio sotto attese.
Dopo la chiusura,  Oracle  ha ceduto in aftermarket, in seguito all’annuncio di un aumento del capex e emissione di debito.

Con queste premesse, la seduta asiatica ha avuto  un tono correttivo,  anche se il  rimbalzo di Samsung e Hynix, che da sole  valgono metà del Kospi, ha favorito una chiusura positiva per la piazza coreana.  Il  resto dei principali indici ha ceduto, chi moderatamente (Shanghai,  Sydney, Mumbai, Jakarta,  Vietnam), chi un po’ più  significativamente (Hang Seng, Shenzen e HSCEI). Il Nikkei è  rimasto invariato ma il Topix, che ha meno tech e più ciclici, ha ceduto lo 0.4%.
Sul  fronte macro,  nell’area abbiamo avuto  solo export e import coreano nei primi 10 giorni di giugno. Direi che, con questi numeri,  è  inutile  perdere tempo a fare destagionalizzazioni. L’AI continua a tirare in maniera impressionante e  stupisce poco che Hynix oggi abbia fatto il 6%.

La seduta europea è partita con un clima di incertezza,  ma poi gli indici hanno preso in varia misura la  via del rialzo. Se gli attacchi USA di stanotte hanno supportato l’oil in apertura,  poi varie indiscrezioni che i colloqui continuano hanno riportato un po’  di calma.
In mattinata non c’erano dati e tutti gli occhi erano puntati verso  il meeting dell’ECB.
I tassi sono stati alzati di 25 bps come da attese. Nello statement la decisione è stata definita “robusta” in una molteplicità  di scenari. Nessun dubbio  quindi come dimostra l’unanimità. Si è  osservato che la guerra in Medio oriente sta generando pressioni inflazionistiche che vanno contrastate, e che l’outlook rimane incerto, con rischi al rialzo sull’inflazione e al ribasso  sulla crescita.
Le projections hanno visto cali marginali sulle previsioni di crescita, e significativi rialzi su quelle  di inflazione, con la headline che torna al target nel 2028 solo, e  la core che resterà sopra il target per 3 anni.

Nella conference, la Lagarde ha sottolineato la dimensione dello shock inflattivo, e meno quello potenziale sulla crescita, ma ha ribadito che l’ECB è in una buona posizione per gestire la  situazione e però resta data dependant, di fatto  non dando particolari indicazioni sulle prossime mosse.
Dopo la conference le solite fonti anonime hanno dichiarato che se i costi energetici non cambiano a luglio staranno fermi, ma  a settembre un rialzo è possibile.
** ECB POLICYMAKERS EYE JULY PAUSE IF ENERGY PRICES STAY WHERE THEY ARE, SOURCES SAYS” RTRS
** ECB WOULD NEED TO SEE MATERIAL SURGE IN CRUDE PRICES TO BACK JULY HIKE, SOURCES SAYS”
** ECB POLICYMAKERS NOTE PROJECTIONS EMBED TWO MORE RATE HIKES, MEANING A SEPT RISE IS STILL POSSIBLE, SOURCES SAY
Come già ribadito più  volte, ritengo la mossa un errore, perchè i tassi possono poco su un inflazione da  costi, e l’impatto  economico  di uno shock prolungato potrebbe essere sufficiente da solo a contenere le  attese di inflazione di medio periodo, e non necessita di aggravanti da  parte della politica monetaria. Ma un 25 bps di rialzo per indicare che l’ECB non permetterà  derive ci può stare, non cambia molto anche perchè  già abbondantemente scontato.

Il  mercato era preparato a un esito del genere e quindi i rendimenti,  complice un ridimensionamento del rialzo dell’oil, hanno pure trovato un po’ di sollievo.
In US sono usciti un po’ di dati:

I sussidi di disoccupazione settimanali sono ancora un po’ saliti, ma restano su livelli storicamente bassi.
Il PPI di maggio in US è uscito sopra attese  pompato dall’energy,  ma i dati di aprile  sono stati rivisti parecchio al ribasso, ee  il  PPI core è uscito sotto attese. Le componenti del PPI che confluiscono nel PCE lasciano intendere un numero leggermente più forte ma nulla  di particolare.
Wall Street è partita in rimbalzo, trainata dai settori penalizzati ieri,  ma poi la forza si è ridimensionata. Le piazze EU portano a casa progressi discreti tutto sommato, per una giornata in cui Trump ha annunciato altri attacchi stanotte. Anche i rendimenti calano in maniera sensibile, con il  rialzo dell’ECB ormai alle spalle.