
NB: LAMPI SALTA UN’USCITA E TORNA MARTEDI 4 AGOSTO
Chiusura spettacolare ieri sera per Wall Street, con l’S&P 500 in progresso dell’1,66%, in grado di cancellare interamente il calo del giorno prima, e il Nasdaq 100 ancora meglio, con un +3,36% che recupera interamente le perdite delle precedenti 3 sedute. Meno brillanti, ma sempre ben positive, le Small Cap (Russell 2000 +1,37%), molto bene le Magnificent 7 con un +1,97%. A completare quello che si configura come un violentissimo movimento correttivo dei flussi dell’ultimo mese, l’S&P 500 equal weight ha ceduto lo 0,2%. In altre parole, il violentissimo rimbalzo dell’AI infrastructure trade (Philadelphia Semiconductors +8,2%, momentum index +10,7%) ha risucchiato risorse dai settori e dai titoli che erano stati favoriti dalla fuga dai semiconduttori.
I rendimenti però non sono riusciti a sottrarsi in maniera efficace dall’effetto FOMC, rimanendo più o meno sui livelli di mercoledì. E peggio ancora ha fatto il Dollaro, colpito dall’intervento a supporto dello Yen da parte della Bank of Japan (che ovviamente vende Dollari contro Yen).
Dopo la chiusura, gli impatti sul sentiment delle trimestrali di Amazon e Apple si sono bilanciati a vicenda, come avvenuto il giorno prima Microsoft e Meta. La prima ha mostrato un balzo del 37% anno su anno dei ricavi del Cloud. La seconda, pur avendo battuto le stime, ha pubblicato una guidance debole per il trimestre in corso.
Il cambio di fortune dei semiconduttori si è riversato col turbo in Asia. Il primo indiziato, il Kospi, ha messo a segno un +17,9%, trainato da SK Hynix e Samsung, ma sulla settimana ha chiuso in calo dell’1,5% e a luglio risulta comunque in calo del 22%. Secondo classificato Taiwan con un +8%, terzo il Nikkei con +4%. Gli altri indici presentano performance più normali, attorno al +0,8% per Jakarta, Shenzhen e Shanghai, progressi marginali per Australia, India e HSCEI, e perdite moderate per Hang Seng e Vietnam.
Sul fronte macro, diverse pubblicazioni in Asia.

Nonostante i rovesci di borsa, la produzione industriale coreana continua a fare bene, e meglio delle attese (praticamente il doppio a giugno).
Il CPI di Tokyo, anticipo di quello nazionale di luglio, è uscito più alto delle attese, ma non il dato core. Le retail sales giapponesi di giugno sono uscite sotto attese, mentre la produzione industriale è risultata invece migliore del consenso e robusta.
Infine i report più rilevanti. I PMI ufficiali cinesi sono usciti veramente brutti e sotto attese (questi di solito si muovono poco). Sul manifatturiero, il sottoindice new orders è calato a 48,5 da 51,2, tornando in discreta contrazione, mentre l’employment sub-index è invece salito a 49,0 da 48,5. Il National Bureau of Statistics ha commentato che i sotto-indici dei nuovi ordini e della produzione dei settori dei macchinari generici e delle apparecchiature elettroniche per computer, comunicazioni e altro sono stati superiori a 53 a luglio. Tuttavia, l’attività manifatturiera nei settori dei prodotti minerali non metallici (principalmente cemento), della fusione e laminazione dei metalli ferrosi e dell’automobile si è indebolita a luglio. Il PMI non manifatturiero ufficiale comprende quello dei servizi e quello delle costruzioni. Il primo è sceso a 49,3 da 50,4 di giugno. Secondo il sondaggio, le vacanze estive hanno sostenuto i PMI dei settori del trasporto aereo, della ricettività e della cultura, sport e intrattenimento. Al contrario, i forti cali dei PMI dei settori del commercio all’ingrosso e dei servizi monetari e finanziari sono stati i principali fattori di freno per il PMI dei servizi a luglio. Il PMI delle costruzioni è sceso a 47,0 a luglio (rispetto al 49,0 di giugno), rimanendo su un livello basso rispetto alle medie storiche. L’NBS ha osservato che l’attività edilizia ha rallentato a causa di condizioni meteorologiche avverse, incluse le recenti alte temperature, le forti piogge e le inondazioni in alcune regioni.
In generale, comunque, un bel rallentamento. Direi che la mossa annunciata ieri dal Politburò è pienamente giustificata. L’economia è davvero debole e, diversamente da quanto avviene negli USA e in Europa, basta un mini catalyst a farla rallentare massicciamente.
link China’s leaders pledge to support economy without big new stimulus plans
Infine la Bank of Japan ha lasciato i tassi invariati come da attese, ma ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni di crescita, citando fattori come l’impatto della crescente domanda globale di IA. Ha poi rivisto al ribasso le previsioni di inflazione, grazie a fattori come le misure del governo volte a ridurre l’onere dei prezzi energetici. Ma per quanto riguarda il bilancio dei rischi, la BOJ ha valutato quelli sulla crescita economica come bilanciati e i rischi per le prospettive inflattive come orientati al rialzo, aggiungendo che sussiste “un rischio che l’inflazione CPI di fondo devii al rialzo rispetto al livello dell’obiettivo di stabilità dei prezzi del 2%”. Ueda, in conferenza, ha dichiarato che, con l’inflazione di fondo che si avvicina al 2%, la BOJ attribuirà maggiore importanza rispetto al passato ai rischi al rialzo per i prezzi nella conduzione della politica monetaria. In generale, hawkish. Il mercato sconta comodamente un rialzo entro fine anno.
Riguardo l’intervento di ieri, alcune stime indicano in quasi 59 miliardi di dollari la spesa, massimo storico, e pare che questo sia avvenuto in tandem con la Bank of Korea. È per questo che l’effetto è stato così forte.
link Rare joint currency intervention sends strong message to markets
L’apertura europea è arrivata sulla scia della forza dell’Asia, con gli indici a mostrare in mattinata robusti progressi ancora, e l’Eurostoxx 50 a sfiorare i massimi storici. Rendimenti più stabili e Divisa unica in rialzo.
In mattinata i dati flash di CPI di luglio sono usciti un po’ misti, ma in generale più o meno in linea.

Molto forti i numeri francesi, che avevano sorpreso al ribasso a giugno, in linea o poco sotto quelli italiani; alla fine il dato aggregato europeo vede una CPI core leggermente sopra attese.
In tarda mattinata il sentiment ha subito un primo colpo quando il Telegraph ha fatto circolare la notizia che USA e Israele starebbero pianificando un blocco delle frontiere dell’Iran per aggiungere pressione. Il petrolio è passato in positivo e le borse hanno ceduto qualcosa. La loro intenzione sarebbe di convincere i paesi confinanti. Mi pare un raschiare il barile.
link Israel and US consider Iran land blockade
Oggi i dati negli USA erano poco significativi, o vecchi. L’unico degno di qualche considerazione mi pare essere la revisione significativa al rialzo della componente attese dell’U. of Michigan confidence. Ma resta una survey piuttosto poco rilevante di questi tempi.
Wall Street è partita al rialzo con entusiasmo, ma rapidamente sono subentrate le prese di beneficio, vista l’entità dei rimbalzi dai minimi post FOMC e il fatto che probabilmente molti avevano comprato su quei livelli o avevano ancora posizioni da muovere. E poi, complice il rialzo dell’oil, i bond si sono fatti riprendere dall’”effetto Warsh”, e chiaramente i nuovi record del trentennale non sono piaciuti all’equity (e nemmeno ai preziosi).
Così l’S&P 500 ha annullato i guadagni e a tratti è finito anche in negativo, insieme al Nasdaq. Le prese di beneficio pesano su IT, peggior settore insieme ai material, mentre salgono i consumer discretionary (trainati da Amazon) e i communication services (Alphabet).
Le piazze europee hanno accusato il cambio di sentiment e la salita del petrolio con l’avvicinarsi del weekend. Ma, con un recupero finale che abbiamo visto spesso di questi tempi, sono andate a chiudere con progressi tra il moderato e il marginale, anche se i massimi del mattino restano lontani. Una settimana complicata però si chiude positivamente, con progressi tra i 3/4 di punto e il punto e mezzo a seconda dell’indice, a pochissimo dai massimi. I rendimenti per conto loro cancellano le correzioni di ieri e salgono dai 5 bps in su a seconda di emittente e scadenza. L’euro ha recuperato 1,15 anche oggi, grazie a quello che sembra un nuovo intervento a supporto della BOJ sullo yen per stabilizzarlo sotto 160 vs $.
Dopo la chiusura europea l’S&P 500 sta cercando di riprendere un po’ di quota. Vedremo dove sarà la chiusura. Nel frattempo, Jason Goepfert (fondatore di Sentimentrader.com, che poi ha venduto ed è ora con una nuova creatura, NextGen News) ha notato che il Nasdaq ieri, dopo aver fatto i minimi da 3 mesi, ha messo a segno il miglior rialzo in 3 mesi. Come mostra il backtest, nel breve periodo la performance e il win ratio sono misti, ma a medio termine solo in un caso su 14 si è verificato un forte bear market, e le performance medie e i win ratio sono molto buoni.


